L’importanza delle risorse naturali nel territorio di Santa Venera e del loro sfruttamento sin da epoche remote è ampiamente documentato da numerosi ritrovamenti, tra i quali la “Casa del pithos”, occupa certamente un posto di rilievo.

Phitos - Antiquarium
Phitos – Antiquarium

Scavata dalla Soprintendenza ai BB. CC. AA. Di Catania e collocata nel settore nord-occidentale dell’area archeologica, essa costituisce l’evidenza più consistente di età greca, relativa a un edificio al cui interno fu rinvenuto, in posto, un pithos (da cui l’edificio prese il nome).

Si tratta di un grosso contenitore di terracotta, caratterizzato da un’ampia imboccatura, generalmente utilizzato per contenere derrate alimentari allo stato liquido o solido.

Della costruzione si conservano alcune porzioni murarie ad andamento curvilineo, costruite sfruttando in parte la roccia affiorante, a cui si è addossato un muro a secco realizzato con pietrame naturale di medie dimensioni. Il pithos, rinvenuto a ridosso della parete orientale, presenta un corpo ovoidale e prese a “U” capovolta, secondo una tipologia riferibile al IV sec. a.C. Oggi si trova esposto all’interno della Sala 1 dell’Antiquarium, fuori vetrina.

La Casa del pithos venne costruita in prossimità di un’area interessata in antico dal passaggio di un corso d’acqua, il cui letto di scorrimento è definito da grandi massi lavici. La presenza del pithos trova, così, giustificazione in quanto all’interno di esso veniva convogliata dell’acqua direttamente dal torrente, sfruttando una tubazione di terracotta in parte incassata nel muro della casa.

Lo scavo degli strati che ricoprivano il piano pavimentale ha permesso il recupero di frammenti di vasi a vernice nera e a figure rosse utili ad inquadrare cronologicamente la struttura tra la metà del IV sec. e i primi decenni del III sec. a.C. Infine, in diversi punti della struttura sono stati rinvenuti frammenti di tegole piane con listelli, di tegole con opaion (foro per l’ingresso della luce e la fuoriuscita dell’aria), di louteria, vasi talvolta riccamente decorati destinati a contenere dell’acqua spesso connessa a pratiche cultuali, vasellame acromo, a vernice nera e figurata, nonché monete di età greca ed ellenistica.