Esito di un grande progetto di recupero e valorizzazione dell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, l’Antiquarium rappresenta il fulcro di un percorso di visita che attraversa oltre duemila anni di storia, raccogliendo in un unico spazio fisico le numerose evidenze disseminate nel territorio, dalla preistoria fino all’età moderna.

Ospitato all’interno di un edificio rurale, un tempo proprietà dei baroni Pennisi di Floristella, l’Antiquarium si articola su due sale espositive, un magazzino e un piccolo bookshop.

Le sale accolgono una ricca selezione di reperti recuperati nel corso degli scavi degli ultimi decenni, la cui comprensione e il cui approfondimento è affidato ad una serie di pannelli e apparati esplicativi, che guidano il visitatore lungo un percorso cronologico articolato su tre sale.

Sala 1 - Antiquarium
Sala 1 – Antiquarium

La Sala 1 ospita interessanti reperti dall’età preistorica all’età tardo antica. Alcuni esemplari, attribuibili alla seconda Età del Rame e alle fasi iniziali dell’età del Bronzo costituiscono le più antiche testimonianze rinvenute all’interno del sito. Fra i materiali di età greca, spicca un pithos, un grosso contenitore di terracotta, caratterizzato da un’ampia imboccatura, generalmente utilizzato per contenere derrate alimentari.  L’esemplare conservato nell’Antiquarium fu rinvenuto all’interno della omonima “Casa del pithos”, scoperta nel settore nord-occidentale dell’area archeologica. Il contenitore, infisso nel terreno, fu impiegato per contenere dell’acqua, proveniente da un vicino torrente.

Alcune statuette votive raffiguranti Demetra e Kore, divinità legate all’agricoltura e ai raccolti, alcuni frammenti di louteria, vasi talvolta riccamente decorati destinati a contenere dell’acqua connessa, tavolta, a pratiche cultuali, e i resti di alcune terrecotte architettoniche, impiegate per la decorazione di edifici di culto, sono le più interessanti testimonianze dello stretto legame che vi fu sempre fra questi luoghi e il sentimento religioso della popolazione che in esso visse e lavorò.

L’età ellenistico-repubblicana, quella romana imperiale e l’età tardo antica sono rappresentate da vasi e oggetti della vita quotidiana, ma anche da produzioni di un certo pregio, come gemme e ceramiche fini da mensa, provenienti da diverse parti del bacino del Mediterraneo, dall’Italia centro-settentrionale, al meridione della Gallia, da Corinto all’Africa settentrionale.

Importanti per comprendere le attività produttive, come la fabbricazione di differenti tipologie di terrecotte che, a partire almeno dall’età tardo antica, vennero realizzati all’interno delle fornaci rinvenute nell’area di Santa Venera al Pozzo, sono gli scarti di produzione, gli esemplari malcotti attribuibili ad anfore, vasi in ceramica acroma, mattoni e tegole da costruzione.

Sala 2 - Antiquarium
Sala 2 – Antiquarium

I materiali esposti all’interno della Sala 2 permettono, invece, di conoscere alcuni aspetti della vita quotidiana e delle attività produttive condotte nell’area e nel territorio di Santa Venera al Pozzo.  Nelle vetrine sono conservati manufatti d’uso quotidiano, come lucerne e bracieri, o utensili e stoviglie per la preparazione, conservazione e consumo di cibi. Vi sono inoltre esposti attrezzi da lavoro per il funzionamento delle fornaci e, fuori vetrina, sono sistemati alcuni laterizi variamente impiegati nelle coperture, nei rivestimenti parietali o per la realizzazione di colonne in muratura, nonché un grande recipiente con canale di versamento e un piano girevole attribuibile ad un tornio per la modellazione di recipienti ceramici.

La Sala 3, infine, ospita il monetiere e i materiali di epoca medievale e moderna. Il monetiere che raccoglie soprattutto monete recuperate nell’area dell’Edificio 1, è composto da esemplari di età greca, riferibili alle zecche di Messana e Siracusa, e di età ellenistico-repubblicana, con monete della vicina zecca di Catania. Vi sono, inoltre, alcuni assi di Claudio e Domiziano ed esemplati di età tardo romana, bizantina, medievale e moderna.

Tali orizzonti cronologici costituiscono l’ultima tappa del percorso di visita dell’antiquarium, a cui possono essere attribuite le produzioni invetriate tardo medievali, le ceramiche rinascimentali e le testimonianze di XVII secolo.

Documento dell’edilizia rurale etnea, ma anche custode della storia plurimillenaria del territorio dove esso sorge, l’antiquarium costituisce un elemento essenziale dell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo e contribuisce a mantenerne viva l’identità, ancora oggi intrisa di miti, leggende e suggestioni antiche.